Un successo la presentazione di "Vite al centro. Cronache dell'attesa" - LE FOTO
Un dialogo serrato tra l'autrice Raffaella Greco Tonegutti e la responsabile dell'area progettazione di Ciac Chiara Marchetti, intervallato dalla lettura di brani del libro, ha catturato l'attenzione del pubblico
Cronaca
Un dialogo serrato tra l'autrice Raffaella Greco Tonegutti e la responsabile dell'area progettazione di Ciac Chiara Marchetti, intervallato dalla lettura di brani del libro, ha catturato l'attenzione del pubblico intervenuto alla presentazione di "Vite al centro. Cronache dell'attesa". Quanto c'è di diverso e quanto di simile tra le esperienze quotidiane di chi vive in un centro con più di 300 persone, regole difficili da decifrare e nessun vero contatto con il mondo esterno (questa la situazione descritta nelle 162 cronache che compongono il libro) e le esperienze di chi vive invece in un appartamento dove si sviluppa un'accoglienza integrata, diffusa ed emancipante? Tante e radicali le differenze, che ci confermano la necessità di adottare un approccio che metta al centro la relazione e la soggettività dei rifugiati.
Ma rimane anche l'amara consapevolezza che la condanna di un'attesa imperscrutabile e imprevedibile segna il destino degli uni come degli altri: "Prenditi il tuo tempo, ne avrai bisogno. Ci sarà da aspettare. Non chiedere quanto, nessuno saprà dirlo. Abbi pazienza, tutta quella che ti è avanzata nel tragitto. Se sei arrivato fin qui pensando che finalmente fosse finita e che avresti potuto alleggerire testa e cuore, ti sbagliavi. Sei solo all'inizio. [...] Mettiti comodo, ingoia l'orgoglio e le aspettative. Cerca di diventare invisibile e tutto sarà più facile. Corpo muto. A noi non interessa sapere cosa ti abbia spinto fin qui. Se stai buono e non fai rumore, ti tollereremo. E la chiamano libertà".
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Ma rimane anche l'amara consapevolezza che la condanna di un'attesa imperscrutabile e imprevedibile segna il destino degli uni come degli altri: "Prenditi il tuo tempo, ne avrai bisogno. Ci sarà da aspettare. Non chiedere quanto, nessuno saprà dirlo. Abbi pazienza, tutta quella che ti è avanzata nel tragitto. Se sei arrivato fin qui pensando che finalmente fosse finita e che avresti potuto alleggerire testa e cuore, ti sbagliavi. Sei solo all'inizio. [...] Mettiti comodo, ingoia l'orgoglio e le aspettative. Cerca di diventare invisibile e tutto sarà più facile. Corpo muto. A noi non interessa sapere cosa ti abbia spinto fin qui. Se stai buono e non fai rumore, ti tollereremo. E la chiamano libertà".
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