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ACCORDI ITALIA-LIBIA: UNA BENDA PER NON VEDERE? MERCOLEDI' PRESIDIO ANCHE A PARMA

In occasione della votazione in Parlamento per il rinnovo degli accordi tra Italia e Libia diverse associazioni parmigiane hanno deciso di tornare a manifestare per denunciare la responsabilità delle autorità italiane per le continue stragi di persone migranti nel Mediterraneo centrale.

Comunicati stampa
In occasione della votazione in Parlamento per il rinnovo degli accordi tra Italia e Libia diverse associazioni parmigiane hanno deciso di tornare a manifestare per denunciare la responsabilità delle autorità italiane per le continue stragi di persone migranti nel Mediterraneo centrale.
 
L’appuntamento per tutte e tutti è mercoledì 14 luglio alle ore 18,00 davanti la Prefettura di Parma, strada della Repubblica 39 per un presidio pacifico nel pieno rispetto delle norme anticovid. Chiediamo di portare con se una benda bianca per coprirsi simbolicamente gli occhi (proprio come sta facendo il governo italiano).
 
Insieme a tante realtà della società civile e decine di migliaia di cittadine e cittadini in tutta Italia anche a Parma diciamo:
 
NO al rinnovo della missione in Libia e alla prosecuzione della cooperazione con le autorità libiche senza garanzie concrete sulla protezione dei diritti umani di persone migranti e rifugiate;
 
NO al sostegno e alla collaborazione con la "Guardia costiera libica" finalizzato al respingimento forzato in Libia delle persone intercettate in mare;
 
SI all'evacuazione immediata delle persone rinchiuse nei centri di detenzione libici e all’estensione dei canali di ingresso regolari per persone migranti e rifugiate;
 
SI al ripristino di un sistema istituzionale di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale e al riconoscimento del ruolo essenziale svolto dalle ONG per la salvaguardia della vita in mare.
Non chiudiamo gli occhi di fronte alle barbarie.
 
LINK ALL'EVENTO FACEBOOK: https://fb.me/e/2n4rwRCn

 
Ciac con le adesioni finora pervenute di Donne in Nero, Chiamata contro la guerra, Artlab, Coordinamento per la democrazia costituzionale e Casa della pace


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