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Paradosso dell'accoglienza: il governo boicotta se stesso

Chiediamo alle realtà impegnate sul campo di aderire alla campagna: è importante che chi ogni giorno è impegnato sui territori svolga un lavoro di monitoraggio del reale affinché si applichi, finalmente, la legge

Campagne

Lo scorso dicembre il Senato ha definitivamente approvato il decreto legge 130, convertito in legge n. 173/20. Sono stati così finalmente modificati i cosiddetti “decreti sicurezza” voluti dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ma le modifiche per essere tali devono ripercuotersi sulla realtà e trovare effettiva applicazione, altrimenti restano carta morta. Per questo insieme a GREI250, Refugees Welcome  Italia, Fondazione Migrantes, Rete EuropAsilo, e alle decine di associazioni che fanno parte del Forum e che si muovono operativamente sul territorio nazionale (qui la mappatura in continuo aggiornamento), abbiamo realizzato un monitoraggio sul campo.

Sedici le città coinvolte – Reggio Calabria, Lecce, Brindisi, Bari, Foggia, Termoli, Napoli, Caserta, Roma, Firenze, Bologna,  Ancona, Parma, Trieste, Bolzano – dove abbiamo verificato le prassi degli uffici immigrazione delle Questure locali e delle Commissione territoriali per la protezione umanitaria, oltre che le posizioni assunte dai tribunali ordinari, concentrandoci in particolare sull’accesso alla protezione speciale prevista dal DL130. Il risultato è allarmante: centinaia di persone che avevano già subito le conseguenze dei decreti sicurezza continuano a essere intrappolati in  un pericoloso limbo giuridico e di irregolarità. 

Come Forum per cambiare l’ordine delle cose, insieme a molte altre realtà attive nella tutela dei diritti abbiamo atteso a lungo una modifica dei “decreti sicurezza” che, a dispetto del nome, avevano avuto l’effetto di aumentare l’insicurezza per oltre centomila persone, escluse dai percorsi di accoglienza e rese maggiormente vulnerabili a causa dell’eliminazione della protezione internazionale. Lo scorso dicembre l’approvazione in Senato del DL130 ha finalmente modificato tali decreti. Nonostante auspicassimo l’abrogazione, abbiamo salutato con soddisfazione la modifica, anche a fronte del denso percorso di advocacy e pressione politica promosso insieme a una rete di associazioni e attivisti.

E’ quindi con grande delusione che costatiamo come ad oggi la modifica normativa sia di fatto schiacciata e scavalcata da prassi illegittime e circolari.  Le richieste di protezione speciale sono bloccate, come i casi pendenti e i rinnovi dei permessi di soggiorno. Il motivo di questo stop al cambiamento, pur promosso dalla normativa recentemente approvata, è da rintracciare nell’assenza di indicazioni pratiche da parte dell’amministrazione centrale: una mancanza che lascia spazio a prassi illegittime da parte delle Questure e delle Commissioni territoriali. Istanze non ricevute, o ricevute ma non prese in esame; documentazioni integrative che non vengono prese in considerazione, nonostante così sancisca la legge 173/2020; richiesta, da parte delle Questure, di requisiti previsti dai ‘decreti sicurezza’ ma eliminati dalla legge attuale, sono solo alcune delle prassi che mantengono migliaia di persone in un limbo burocratico e giuridico.

Abbiamo scritto una lettera aperta al Ministro Lamorgese, ai sottosegretari agli Interni, ai capo dipartimenti della Pubblica sicurezza, per le Libertà Civili e l’immigrazione e al presidente della Commissione Nazionale Asilo. Per ora non abbiamo ricevuto alcuna risposta. 

Il DL130 era stato pensato per sanare una situazione che aveva escluso e marginalizzato migliaia di cittadini stranieri. Nonostante la sua approvazione, la situazione di queste persone è rimasta la stessa. E’ urgente un cambiamento reale, al passo con la legge. Per questo come Forum per cambiare l’ordine ci facciamo promotori di una campagna di sensibilizzazione e pressione politica. Dopo aver constatato la disapplicazione della legge, vogliamo informare e formare i/le migranti – le prime persone colpite da questa situazione – così come chiunque voglia capire meglio la normativa, anche per contrastare le prassi illegittime. Sosterremo concretamente operatori e operatrici, che invitiamo a rivolgersi a noi per un sostegno nella presentazione delle istanze. Vogliamo essere spazio di aggiornamento sulla situazione, di denuncia per chi vuole segnalare criticità e problematiche sul proprio territorio, e di sintesi di quanto osservato sul campo, attraverso la diffusione di un report di analisi delle criticità.
Chiediamo alle realtà impegnate sul campo di aderire alla campagna: è importante che chi ogni giorno è impegnato sui territori svolga un lavoro di monitoraggio del reale affinché si applichi, finalmente, la legge.


Mai più #PARADOSSI ALL’ITALIANA
Cambiamo insieme l’ordine delle cose

ADESIONI AGGIORNATE AL 29 APRILE 2021

Reti nazionali 

Campagna EroStraniero 

Fondazione Migrantes

GREI250

Refugees Welcome Italia 

Rete Europa Asilo 

ASGI Studi Giuridici sull’Immigrazione

Enti solidali e di tutela locali 

3e32/CaseMatte L’Aquila

Alterego, Fabbrica dei Diritti, Roma

ALTERNATA SILOS onlus coop. soc. – Formia, Latina / Guidonia Montecelio, Roma

Anolf, Bologna

Arci L’Aquila APS

Asd United, L’Aquila

Associazione Paolo Pedrelli APS, archivio storico della Camera del Lavoro, Bologna

Associazione Progetto Accoglienza di Borgo San Lorenzo, Firenze 

Centro Lavoratori Stranieri CGIL, Bologna

Ciac Onlus, Parma

CiancArìa – APRILIA – LT

Csa Ex Canapificio, Caserta  

Fondazione Migrantes/associazione San Giuseppe ONLUS, Cerignola 

Forum Bolzano 

Forum Brindisi 

Forum Toscana 

Hayat Onlus, Bologna

Large Movements APS

Less Onlus, Napoli 

Mosaico di Solidarietà Onlus (ODV), Bologna

Mosaico di Solidarietà Onlus, Bologna 

Movimento Migranti e Rifugiati, Caserta 

OLTRE – Ponti fra i Mondi

Ospiti in arrivo, Udine 

Pensare Migrante, Roma – Foggia 

UniPop Interazione 

WELL(c)HOME – IDEA PRISMA 82 coop. soc., ROMAYaBasta-NovaKoiné, Scisciano

Zalab, Roma

Cristo si è fermato a Lesbo: shame on you Europe, vergognati Europa

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Ripubblichiamo con piacere un testo scritto da Paolo Scarpa e pubblicato su ITALIA LIBERA nei giorni scorsi. 

DIVERSE PROSSIMITA' - La mia esperienza da tutor territoriale per l'integrazione in tempi di pandemia

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Nel tempo in cui la responsabilità collettiva richiama le distanze fisiche e il senso di solitudine rischia di ingombrare le nostre vite, è importante trovare altre strategie di prossimità per non interrompere quelli che sono i fili conduttori delle nostre relazioni interpersonali.  A settembre ho scelto di iniziare il percorso da tutor territoriale per l'integrazione: si tratta di un progetto di Ciac dal quale possono nascere esperienze di comunità interculturale e opportunità di socializzazione tra volontari e rifugiati.

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